Il grano saraceno è per tradizione il cereale caratteristico della Valtellina utilizzato per la preparazione di gran parte delle ricette tipiche della zona: pizzoccheri, polenta taragna, sciat.

Questo tipo di coltura, originario dell’Asia e introdotto nella valle nel 1600, ha una crescita molto veloce, è difficilmente attaccabile dai parassiti e si adatta bene ai terreni scoscesi di mezza costa.

Per questo fino al 1800 la sua coltivazione si è sviluppata e ogni famiglia lo produceva per autoconsumo.

Quando la valle fu liberata dal dominio dei Grigioni divennero possibili maggiori contatti con la Pianura Padana che consentirono di ottenere altre granaglie e farine a prezzi inferiori.

Per questo motivo gli agricoltori locali preferirono destinare i terrazzamenti alla viticoltura in quanto nei primi decenni del 1800 il vino era molto richiesto fuori provincia producendo maggior reddito.

Lentamente il grano saraceno venne quasi completamente abbandonato.

Recentemente la cultura della tipicità e del biologico ha dato nuova visibilità a questo cereale.

I benefici del grano saraceno

La caratteristica principale di questo pseudo – cereale, in quanto non fa parte della famiglia delle graminacee, è la totale assenza di glutine nella sua composizione che lo rende adatto a chi soffre di celiachia o di semplici intolleranze al glutine.

Inoltre, oltre a non contenere colesterolo, vanta tra i suoi componenti una proteina che si lega molto bene al colesterolo contribuendo a tenerlo sotto controllo.

E’ una fonte di antiossidanti e sali minerali che forniscono energia e combattono l’affaticamento.

Un altro vantaggio è il suo basso indice glicemico pari a quello del riso integrale.

Per sfruttare tutti i pregi di questo nobile cereale potete provare la nostra farina abbinata alle ricette che vi abbiamo proposto e continueremo a proporvi.

Photo credit: Ervins Strauhmanis via StoolsFair / CC BY
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