Stiamo parlando del Mulino di Bottonera, un antico mulino ad acqua situato nel caratteristico quartiere Bottonera a Chiavenna.

Il quartiere, situato tra il Castello e il fiume Mera, in passato ospitava varie attività artigianali: alcuni birrifici, una cartiera, un maglio, delle fabbriche di ovatta e il mulino fatto costruire da Carlo Moro nell’anno 1867 allo scopo di autoprodurre farine per il suo pastificio e per altri produttori locali.

Anche questa attività, come le altre della zona, sfruttava per le lavorazioni la forza motrice prodotta dall’acqua del fiume Mera convogliata in una rete di canali che negli anni ’40 furono sostituiti dall’elettricità.

L’edificio, dislocato su tre piani, custodiva al suo interno un complesso di macchinari tra i quali elevatori, setacci e macine oltre a strutture per la pulitura, la lavorazione e l’insaccaggio di farine, crusche e farinelli da utilizzare per la panificazione e la pastificazione.

Questo sistema di elevatori, nastri e pulegge, che consentiva un agevole movimento e selezione dei prodotti da lavorare, costituisce un pregevole esempio di lavorazione artigianale del legno.

In seguito il pastificio, che da sempre garantiva lavoro alle famiglie valchiavennasche, si spostò in località Tanno e l’edificio fu venduto in blocco dalla famiglia Moro.

Le istituzioni locali, coadiuvate da volontari, si sono impegnate a conservare questa struttura che costituisce un pezzo di storia della tradizione valligiana destinandola a Sezione museale di archeologia industriale.

Grazie a loro, e al Consorzio turistico Valchiavenna che ne cura la gestione, oggi è possibile visitare questo raro esempio della tradizione e del passato della Valchiavenna con una guida che vi accompagnerà in un tuffo nelle attività del 1800 nel contesto del quartiere che conserva il suo antico fascino.

Naturalmente l’uso principale delle farine prodotte in questo stabilimento era la produzione dei pizzoccheri, la famosa pasta tipica della provincia che potrete assaggiare nei crotti.

Si tratta di tipici locali realizzati nella roccia che mantengono per tutto l’anno una temperatura costante ideale per la conservazione di vini e alimenti.

Per la maggior parte sono ambienti privati ma alcuni sono stati destinati all’attività di ristorazione e qui potrete gustare i pizzoccheri valtellinesi, nella classica ricetta che li vuole conditi con burro, salvia, verze, patate e formaggio locale, o quelli chiavennaschi sotto forma di gnocchetti conditi con burro e salvia.

Non perdetevi il piacere di accompagnarli con uno dei pregiati vini locali prodotti con uva Nebbiolo.

 

 

Photo credit: torremountain via Foter.com / CC BY

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