Interessante e innovativa l’iniziativa di alcuni imprenditori valtellinesi che hanno sviluppato il progetto “Adotta un vigneto” in Valtellina per creare una sinergia tra le imprese della filiera vinicola: viticoltori, cantine e operatori del settore turistico.

Si tratta di un progetto d’interazione e collaborazione che, guardando sia allo sviluppo commerciale sia alla salvaguardia del territorio e della cultura della valle, cerca di coinvolgere le imprese perché intraprendano iniziative commerciali che siano anche a favore della collettività.

Mentre agli operatori turistici è affidato il compito di proporre e commercializzare il prodotto vinicolo valorizzandone le potenzialità e le caratteristiche peculiari ai viticoltori e alle cantine si chiede di attivarsi per la sopravvivenza dell’attività viticola e per la tutela del territorio.

Adotta un vigneto valorizza il territorio

Tutti gli operatori sono coinvolti nel mantenere e valorizzare i terrazzamenti vitati, per i quali è stato chiesto il riconoscimento di patrimonio dell’UNESCO, che sono la principale caratteristica del paesaggio comprensoriale e che, a causa della loro conformazione, non consentono la meccanizzazione del lavoro aumentando i costi di produzione.

L’iniziativa ha avuto inizio dalla Valgella, la più estesa e meno conosciuta fra le sottozone Docg Valtellina Superiore essendo storicamente la sua produzione destinata alla Svizzera.

Autoregolamentazione

Il progetto prevede un regolamento di autodisciplina dei soggetti partecipanti che riassume gli impegni assunti da ogni tipologia imprenditoriale all’atto dell’adozione di un vigneto, sia nei confronti del territorio sia delle altre figure coinvolte.

Obiettivo finale

Nel concreto gli operatori turistici sono incentivati ad adottare un vigneto per renderli coscienti del loro ruolo di promotori presso gli utenti finali del lavoro dei vignaioli e delle cantine con i quali hanno la possibilità di interagire ricevendo in cambio ogni anno la produzione vinicola in esclusiva e con etichette personalizzate.

 

 

Photo by courtesy of Aldo Rainoldi Vini

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